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Phinance Partners: 15 anni di cartolarizzazioni, una leva da riportare al servizio dell’economia reale

Scritto da Enrico Cantarelli, Managing Partner di Phinance Partners – 06 Maggio 2026

Phinance Partners: 15 anni di cartolarizzazioni

Enrico Cantarelli, Managing Partner di Phinance Partners


Negli ultimi quindici anni il mercato italiano delle cartolarizzazioni ha cambiato pelle tre volte: prima la coda lunga della crisi del 2008 e della diffidenza verso questo strumento, poi la fase in cui gli NPL hanno assorbito attenzione, capitale e innovazione e, infine, l’attuale riposizionamento in cui la cartolarizzazione può tornare a essere una leva ordinaria di finanziamento e di gestione del capitale, non un prodotto “speciale” da maneggiare con cautela.

In Europa, questo passaggio è stato più lento del necessario.

Il contesto europeo

La realtà è che le cartolarizzazioni europee hanno retto la crisi dei subprime molto meglio di quanto abbia suggerito la narrativa dominante; eppure, per anni, il settore è stato gravato da un mix di requisiti prudenziali e adempimenti di trasparenza che, pur animati da buone intenzioni, hanno spesso prodotto costi sproporzionati. L’effetto è stato semplice: meno emissioni, meno emittenti, meno liquidità.

La revisione regolamentare recentemente annunciata dalla Commissione europea va nella direzione giusta, ma sarà utile solo se porterà una vera “de-burocratizzazione” e se riconoscerà, nei fatti, che la cartolarizzazione è una componente fisiologica dei mercati dei capitali che copre settori altrimenti non finanziati dagli strumenti tradizionali.

L’approccio pragmatico dell’Italia

In questo contesto, l’Italia ha mostrato un approccio più pragmatico. L’evoluzione della Legge 130 ha progressivamente ampliato i casi d’uso (Reoco, art. 7.2, cartolarizzazioni immobiliari, beni mobili registrati, magazzino), rendendo lo strumento più vicino ai bisogni dell’economia reale: liquidità per imprese e filiere, valorizzazione di asset, rigenerazione e gestione efficiente del capitale.

È una lezione che vale anche per l’Europa: quando la cornice è chiara e operativa, il mercato reagisce.

Tre novità nel mercato NPL

Oggi, archiviata la stagione più intensa degli NPL – importante, ma non più centrale – le direttrici più interessanti sono tre.

La prima: la crescita delle operazioni SRT (Significant Risk Transfer), dove la cartolarizzazione diventa strumento di gestione del rischio e del capitale bancario, con interesse crescente anche da parte di istituti di medie dimensioni.

La seconda: l’accelerazione delle cartolarizzazioni immobiliari, spinte da nuove esigenze di funding e dalla necessità di strutture capaci di accompagnare progetti e portafogli lungo tutto il ciclo di vita.

La terza: una ripresa più ampia delle emissioni collocate e non trattenute dalle banche per repo, favorita dal nuovo contesto dei tassi.

In altre parole, la cartolarizzazione sta tornando a ciò che dovrebbe essere: un ponte tra capitale e attività reali. E qui sta la prospettiva più rilevante per i prossimi anni: usare lo strumento non solo in modalità “difensiva” persmaltire stock problematici, ma in modalità proattiva per finanziare catene del valore, sostenere investimenti, accompagnare transizioni industriali ed energetiche o trasformare asset illiquidi in capitale disponibile.

Se questo passaggio si consolida, la cartolarizzazione può diventare un pezzo concreto della risposta europea al tema – strutturale – del finanziamento dell’economia reale.

Rispetto alle forme di finanziamento dell’economia, la cartolarizzazione, essendo asset based, consente infatti il finanziamento di soggetti, come le startup, che il sistema non finanzierebbe.

15 anni di attività per Phinance Partners

Dentro questa traiettoria si inserisce anche il percorso di Phinance Partners, fondata nel febbraio 2011 e oggi al suo quindicesimo anno di attività.

Il valore di questo traguardo non è un esercizio di autocelebrazione, ma la dimostrazione che un modello “asset light”, senza finanziamento su larga scala e senza rischio in bilancio, può crescere e contribuire all’innovazione del mercato proprio perché è costretto a trovare spazi dove i grandi operatori – orientati ai volumi e alla standardizzazione – faticano a entrare.

La storia recente lo conferma. Nel 2020, la prima cartolarizzazione in Italia di prestiti alle PMI con garanzia del Fondo Centrale di Garanzia – avviata da Phinance Partners insieme a Banca Valsabbina e NSA – ha aperto un canale che ha favorito la nascita di un mercato capace di convogliare funding verso il tessuto produttivo.

Dal 2022, le strutture ex art. 7.2 su beni mobili registrati e su iniziative immobiliari legate a special situations e rigenerazione urbana, hanno mostrato come la finanza strutturata possa accompagnare trasformazioni fisiche e reali del patrimonio: non solo comprare, ma lavorare gli asset, cambiare destinazioni d’uso, riattivare valore.

Un altro filone emblematico è quello dei crediti fiscali. In momenti di stress settoriale, operazioni mirate hanno permesso a diverse imprese di monetizzare crediti e ottenere liquidità. La creazione di strutture sartoriali per il finanziamento di specifiche asset class consentono la loro valorizzazione, trasformando un’attesa fiscale in capitale operativo per le imprese.

C’è poi un tema di metodo, spesso sottovalutato: l’innovazione non è solo nel prodotto, ma nell’organizzazione.

Un approccio one-stop shop che unisce strutturazione, esecuzione e gestione dell’asset nello stesso team riduce attriti, accelera decisioni e rende sostenibili operazioni non standard. È qui che un gruppo integrato – Phinance come arranger, PHIRE come asset manager immobiliare, ed NPR come cabina di regia nella gestione degli NPL – può fare la differenza.

L’operare senza un bilancio bancario consente di progettare al meglio le operazioni, attivando poi i capitali dell’intero mercato, e indirizzandoli sul profilo di rischio rendimento più adeguato a ciascun player.

Guardando avanti, la domanda è semplice: vogliamo un mercato delle cartolarizzazioni che resti confinato a nicchie e a fasi straordinarie, o uno strumento ordinario capace di canalizzare capitale verso investimenti produttivi e progetti real asset?

Se la risposta è la seconda, servono tre cose: regole più proporzionate (meno burocrazia, più sostanza), una base investitori più ampia e un ecosistema che valorizzi competenze di esecuzione oltre la sola ingegneria finanziaria.

La sfida del settore

Dopo 15 anni, la sfida – per noi e per il settore – è tornare a una definizione semplice: cartolarizzare significa rendere finanziabili attività che, altrimenti, resterebbero illiquide o sottoutilizzate.

Se lo strumento viene liberato da complessità non necessarie e usato con rigore, può essere una leva concreta per sostenere l’economia reale.

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NICOLA DELRE

Senior Associate, PHIRE

Since 2025

PHIRE S.r.l., Senior Associate

2023-2025

Artelia Italia S.p.A., Project Manager

2019-2023

REbuilding S.r.l., Valuer

2017-2019

CReA Architettura, Architect

2016-2017

Architect freelance

2015-2016

OFIS Arhitekti, Architect