{"id":1881,"date":"2020-04-20T21:48:39","date_gmt":"2020-04-20T19:48:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.phinancepartners.com\/?p=1881"},"modified":"2023-03-29T11:22:51","modified_gmt":"2023-03-29T11:22:51","slug":"dalla-crisi-unoccasione-per-semplificare-la-struttura-del-debito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/phinancepartners.com\/it\/dalla-crisi-unoccasione-per-semplificare-la-struttura-del-debito\/","title":{"rendered":"Dalla crisi un&#8217;occasione per semplificare la struttura del debito"},"content":{"rendered":"<p>Tutti gli enti locali, anche se in misura diversa in funzione delle dimensioni e delle competenze, si trovano oggi a fronteggiare le importanti sfide finanziarie derivanti dagli effetti del lockdown e tale impegno diverr\u00e0 pi\u00f9 gravoso con il passare del tempo.<br \/>\nI bilanci, infatti, saranno messi sotto pressione da un drastico calo delle entrate, sia per le sospensioni dei pagamenti, sia per la riduzione della base imponibile derivante d alla crisi economica; il tutto, accompagnato da un aumento della spesa pubblica per interventi che si renderanno necessari come diretta conseguenza dell&#8217;emergenza (sanit\u00e0, adeguamento scuole e altro), nell&#8217;intento di stimolare l&#8217;economica locale.<br \/>\nNel settore privato le prime risposte del Governo sono andate nella direzione di facilitare il nuovo indebitamento, mediante un potenziamento del sistema delle garanzie pubbliche.<br \/>\nPer gli enti locali Per quanto riguarda gli enti locali, sia la Cassa Depositi e Prestiti, sia l&#8217;Abi hanno gi\u00e0 annunciato moratorie sul debito esistente in favore di Comuni, Province e Regioni per dare ai bilanci un sollievo immediato, ancorch\u00e9 di breve termine.<br \/>\nPer migliorare la situazione prospettica, alcuni enti locali potrebbero cogliere l&#8217;occasione per realizzare una vera razionalizzazione del proprio debito, per conseguire ulteriori risparmi, che \u00e8 per\u00f2 resa difficile da fattori che ancora derivano dalla crisi del 2007.<br \/>\nDa quel momento in poi, infatti, si \u00e8 progressivamente ridotto, fino ad azzerarsi, il dialogo, e quindi la comprensione dei reciproci interessi e bisogni, tra le banche e gli enti locali.<br \/>\nQuesto \u00e8 avvenuto in buona misura in quanto il mutato impianto regolatorio, introdotto dopo la crisi, ha reso molto onerosi per il bilancio delle banche i finanziamenti agli enti locali che per loro natura, essendo contratti per realizzare opere pubbliche, richiedono scadenze lunghe.<br \/>\nLa conflittualit\u00e0 degli enti locali nei confronti delle banche, in particolare con riferimento ai contratti derivati, il contesto dei tassi negativi, le restrizioni a carico degli enti sulle operazioni consentite e i nuovi obblighi di compliance a carico delle banche, hanno fatto il resto, generando una pressoch\u00e9 totale incomunicabilit\u00e0 tra i due mondi.<br \/>\nSe questo, da un lato, ha avuto come conseguenza il ritorno (auspicato da molti) a una finanza &#8220;semplice&#8221; da parte degli enti, dall&#8217;altro, ha avuto l&#8217;effetto di irrigidire la struttura del debito per la sopravvenuta impossibilit\u00e0 degli enti stessi di avere accesso a soluzioni disegnate sulle loro specifiche esigenze, inibendo di fatto una gestione dinamica dell&#8217;indebitamento esistente per adattarlo al contesto dei mercati o del cambiamento delle esigenze.<br \/>\nAltre rigidit\u00e0 Ulteriori elementi di rigidit\u00e0 sono rappresentati dalla difficolt\u00e0 di intervenire sulle emissioni obbligazionarie, e dalla eventuale presenza di derivati di copertura che, al pari dei finanziamenti a lungo termine, sono oggi pi\u00f9 onerosi e presentano ulteriori criticit\u00e0 che li rendono meno graditi per i bilanci delle banche.<br \/>\nIl Mef in passato si \u00e8 attivato per favorire una semplificazione della struttura del debito degli enti facendosi promotore, con successo, del buy-back dei titoli regionali, ma non \u00e8 stato possibile estendere questa tipologia di intervento a enti di dimensioni inferiori.<br \/>\nChe si tratti di un&#8217;esigenza avvertita da tempo \u00e8 anche dimostrato dal fatto che altri interventi volti a offrire agli enti locali nuovi strumenti per la risoluzione del problema erano allo studio ben prima che si manifestasse l&#8217;attuale emergenza.<br \/>\nL&#8217;articolo 39 del Dl n. 162\/2019 (Dl \u00abmilleproroghe\u00bb convertito dalla legge n.8\/2020) prevede infatti l&#8217;accollo da parte del Mef dei debiti di molti enti locali e la creazione di una societ\u00e0 in house per la gestione degli stessi e anche la Cassa Depositi e Prestiti ha recentemente aperto per la prima volta al rifinanziamento di posizioni di debito degli enti nei confronti di altri intermediari&nbsp;bancari o finanziari.<br \/>\nI tempi di implementazione del primo intervento sembrerebbero troppo lunghi per poter produrre effetti gi\u00e0 nel 2020, mentre la Cassa Depositi e Prestiti \u00e8 riuscita a mettere in campo uno strumento che, se ben utilizzato dagli enti, anche alla luce dei recenti allentamenti del patto di stabilit\u00e0, pu\u00f2 contribuire a liberare risorse nell&#8217;immediato.<br \/>\nLa certezza della disponibilit\u00e0 di nuovi finanziamenti a condizioni vantaggiose, inoltre, potrebbe rappresentare l&#8217;occasione per tentare di rimodellare almeno una parte del   proprio debito, semplificandolo e rinegoziandone alcuni aspetti, anche facendo leva sulle mutate esigenze regolamentari delle banche, con l&#8217;obiettivo di liberare risorse nell&#8217;immediato e nuova capacit\u00e0 d&#8217;indebitamento per finanziare investimenti e dare uno stimolo concreto all&#8217;economia locale.<\/p>\n<p>Marco Santarcangelo<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti gli enti locali, anche se in misura diversa in funzione delle dimensioni e delle competenze, si trovano oggi a fronteggiare le importanti sfide finanziarie derivanti dagli effetti del lockdown e tale impegno diverr\u00e0 pi\u00f9 gravoso con il passare del tempo. 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